Sotto una coltre di nuvole grigie il centro di educazione all’ambiente (CEA) non perde tempo e accoglie turisti provenienti dalle parti più disparate del continente. In un via vai continuo di soci addetti all’organizzazione della presentazione dell’ambiente, era possibile, tuttavia, notare con quanta cura, quest’ultimi, riuscissero a trovare anche il tempo per raccogliere fazzoletti di carta gettati incivilmente nel parcheggio del Centro. E proprio un collega di questi giovani volontari ha gentilmente offerto il proprio tempo per un’intervista breve ma, a suo parere, decisamente intensa.
Con un maglioncino fresco di lavanderia e un viso sveglio e curato, Paolo Manicone ha risposto senza fretta e con decisione alle domande, pronto a difendere con le unghie e con i denti il già parecchio discusso CEA.
Non tutti sanno che inquinamento è considerato anche l’introduzione di nuovi generi di piante in zone protette. Ma è giusto essere tanto pignoli su certi argomenti quando la fauna e la flora del parco della gravina soffre di un ben’altro tipo di inquinamento? A domanda, Paolo risponde: “Matera vive, in gran misura, di turismo. Ed un forestiero si aspetta che il luogo, da lui visitato, sia autentico da tutti i punti di vista, a cominciare dalla flora che colpisce per prima lo sguardo. Inoltre è anche importante tutelare il paesaggio per quello che è, senza il bisogno di trasformarlo con interventi umani”. Tuttavia abbiamo assistito tutti quanti alle gravi inondazioni che hanno colpito la nostra città negli ultimi tempi. Ed in particolare il torrente Jesce che, straripando dai suoi margini, ha portato con se rifiuti di ogni sorta che hanno invaso i terreni nelle vicinanze. Di fronte a questa situazione, quindi, è legittima la domanda se è forse possibile effettuare una bonifica del territorio e Paolo, dopo qualche secondo di esitazione, cerca una risposta: “E’ possibile un miglior sistema di gestione dei rifiuti. Purtroppo i nostri concittadini sembrano nutrire poca responsabilità in tal proposito e l’amministrazione comunale di certo non aiuta la raccolta differenziata che, al momento, risulta pessima. Nello specifico il vero problema lo si può visualizzare nella mancanza di soldi e negli sempre più scorretti comportamenti umani”. Purtroppo, però, questa risposta non è bastata per sanare le radicate perplessità. Forse il gentile volontario era in difficoltà e che male c’era nell’aiutarlo un po’? Di certo una domanda innocua come la questione della potatura degli alberi comunali non poteva recare agitazione ed infatti Paolo sorride e risponde: “L’amministrazione comunale dovrebbe avere un ufficio dedicato all’ambiente più organizzato. Come secondo dato inoltre i cittadini si stanno sempre di più disabituando al verde trasformandosi, lentamente, in creature metropolitane. E’ naturale quindi che preferiscano non avere le foglie di un albero sul balcone piuttosto che interessarsi al fatto che la sua potatura avvenga in modo corretto”. E il CEA non ha alcuna responsabilità? “No, assolutamente. Io e i miei colleghi ci occupiamo solamente di educare all’ambiente i giovani e non. Infatti i ragazzi, soprattutto nell’età adolescenziale, sono soggetti ad inglobare molti
stimoli che, nel tempo, se ben inculcati, possono dare buoni frutti”. Con grande compostezza Paolo conclude il suo discorso e, costretto a scappare perché richiamato dagli impegni, non si è avuta la possibilità di fargli altre domande. Tuttavia è stato possibile fare un quadro generale della situazione e alla fine il risultato è stato il seguente: il CEA non ha responsabilità per l’inquinamento dell’ambiente. E questo potrebbe anche essere accettato se non fosse stato anche per il secondo punto della constatazione: il CEA sembra che rifugga quegli avvenimenti che, non sono sue responsabilità, ma lo riguardano se non in primo in secondo piano. Solitamente accade che un cittadino voglia discutere, voglia riferire, riguardo problemi ambientali, e che non sappia a chi rivolgersi. E il CEA potrebbe avvicinarsi di più agli abitanti della sua città, fargli capire insomma, che per quanto può, loro ci sono ma, di questo, purtroppo, non è accaduto nulla.
PAOLA MONTEMURRO
classe I D
Liceo Classico "Duni" - Matera (Italy)