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Liceo Ginnasio Duni - Matera - Italia
 
Musica
“SULLA PIAZZA D’UNA CITTA’ LA GENTE GUARDAVA CON AMMIRAZIONE”(*)

“Parole straordinarie”:Trevisi racconta il poeta del ‘900
Liceo Classico "Duni" - Matera (Italy)

La città di Matera diventa lo scenario della consacrazione del cantautore genovese, Fabrizio De Andrè, a poeta del nuovo millennio. I suoi versi hanno saputo unire tre generazioni nella verità della sua arte.

Fabrizio De AndrèIn una fredda serata autunnale, a Matera, in occasione di uno degli eventi culturali che questa città offre ai suoi abitanti, i cuori si sono riscaldati ascoltando le poetiche canzoni di Fabrizio de Andrè! Piazzetta Pascoli, 3 Ottobre: tutto sembra presagire l’inizio dell’inverno, ma grazie a due chitarre e un violino, a voci calde e profonde, che interpretano le parole più famose del cantautore genovese, il tempo si ferma; il freddo e la stanchezza della settimana sembrano non esserci mai stati. Attraverso i racconti del professore Gianluigi Trevisi la figura del cantautore si fa sempre più chiara a quei ragazzi nel pubblico, a quella generazione che non ha avuto la fortuna di vivere negli anni della rivoluzione poetica, letteraria e musicale di cui è stato fautore De Andrè.
 Poeta, cantautore, artista a tutto tondo, uno dei pochi ad occuparsi, secondo il professore, della letteratura italiana dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale.
 E in quale modo? Attraverso la musica, forma espressiva più diretta, attraverso la canzone che in quegli anni rappresentava solo svago e serviva per alleggerire le vite dopo gli sconvolgimenti delle guerre. Una riflessione politica e sociologica attraverso versi musicali per dipingere e denunciare la realtà con la poesia: questa l’arte di Fabrizio De Andrè.
Esponente della scuola genovese, capitale del movimento operaio degli anni ’60, il cantautore ha rotto gli schemi per creare una nuova moralità.
 Ogni sua canzone racconta una storia  ma, nessuna parla di eroi famosi e grandi uomini, tutte descrivono le vite, le avventure, le sventure ed i sogni dei deboli, degli oppressi, degli emarginati, la rabbia degli sconfitti, dei disperati di tutti i giorni. Ogni verso può appartenere a Fabrizio De Andrètutti senza distinzione di sesso o età: è per questo che ancora oggi le sue canzoni, la sua musica avvicinano gente di diversa età, è per questo che in quella sera d’autunno ragazzi di 14 anni, uomini di 30, anziani di 60 erano tutti uniti a lasciare che quei versi trovassero un rifugio sicuro nei loro cuori.
Ma la magia non è finita in quel sabato autunnale: bramosi di far rivivere ancora una volta il cantautore nei propri cuori, i suoi fan si sono ritrovati domenica 4 nell’Auditorium “E.Duni” per ascoltare le sue canzoni più celebri. Le sue note sono riecheggiate grazie al talento di validi musicisti, del trio Andajò che attraverso la comicità, la lettura di brani autobiografici e naturalmente la musica ha presentato la figura di De Andrè.
Bocca di rosa, Via del campo, Marinella, Don Rafael, la dolcissima Creuza del mar, Il pescatore hanno trasportato il pubblico in un altro mondo dove tutto è possibile e dove “dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior”.

(*) “Il Gorilla”, Fabrizio De Andrè.

Luisa Iannuzziello
classe III B
Liceo Classico "Duni" - Matera (Italy)

03-12-2009

 

 
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